Commentare questo Lecce inizia a diventare veramente difficile, esattamente come è difficile analizzare il momento del campionato. Da un lato c’è la matematica che impone di crederci, dall’altro c’è un Foggia stile rullo compressore che non conosce soste e di contro un Lecce troppo altalenante a pochissime partite alla fine, che spegne ogni sogno di gloria. Di buono c’è che con la vittoria sulla Juve Stabia, i giallorossi hanno praticamente blindato il secondo posto, complice il pareggio interno del Matera con la Fidelis Andria.

 

E questa, realisticamente, era l’unica utilità della partita di ieri sera. Ancora una volta la squadra di Padalino sembra esprimersi al meglio una volta liberatasi delle pressioni (Foggia parzialmente a +9 nel pomeriggio), ma questo pur avendo determinato nel caso specifico i tre punti non è certo un dato positivo volendo già ragionare ottica play-off, dove la pressione fa da padrone e per cui l’aspetto psicologico sarà un fattore determinante.

 

 

Probabilmente è questo che i tifosi proprio non perdonano al

tecnico dauno: la mancanza di grinta e polso trasmessi ai suoi, quelle caratteristiche che spesso sono in grado di sopperire ai limiti tecnici e soprattutto non ti possono far perdere a Francavilla, fare la comparsa a Foggia e pareggiare a Cosenza. Almeno non in questo momento del campionato, dove bisognerebbe mangiare il campo a prescindere, come amavano dire gli allenatori di una volta.

Questo Lecce invece troppo spesso è stato vittima della sua fragilità mentale e del suo integralismo tattico. Un vero peccato, perché la squadra da un punto di vista tecnico non sembra inferiore a nessuno, tanto che la gara di ieri, pur con le solite distrazioni e sbavature difensive, è stata vinta abbastanza in scioltezza pur sempre con la quarta forza del campionato. Ma non lo scopriamo oggi, purtroppo.