Doveva essere la partita della resurrezione, dopo il tonfo clamoroso di Caserta, e invece il Lecce fa ancora i conti con un pareggio casalingo (il terzo consecutivo), che non fa altro che complicare ulteriormente la classifica a beneficio del duo siciliano che appare inarrestabile.
Il gol iniziale di Marino ha illuso il “Via del Mare”, esattamente come avvenuto nella prima parte della gara con la Fidelis Andria, dopodichè i giallorossi sono stati vittima dei soliti banali errori difensivi che hanno cambiato l’inerzia del gioco e di conseguenza del risultato.
Analizzando tutti gli episodi, compresi quelli da rigore, il Lecce avrebbe certamente meritato la vittoria, ma è anche giusto ammettere che tutte le azioni sono state frutto di palle casuali gettate in mischia, senza un reale costrutto tattico. Atteggiamento che raramente paga a queste latitudini. La squadra ormai è in balia di sè stessa e della sua fragilità psicologica, complici anche alcune scelte tattiche incomprensibili di Liverani (vedi il cambio di Armellino dopo venti minuti o l’impiego di Dubickas da attaccante esterno nel finale), che non lasciano troppi spiragli di mantenere la vetta.
Adesso la matematica dice +2 con una partita in piu’, e considerando sulla carta l’en plein di una delle due inseguitrici la formazione salentina non è piu’ artefice del proprio destino, ma, al di là dei numeri, il trend acquisito da fine Febbraio lascia poco spazio ad un’immaginazione positiva.