Finisce al secondo step il sogno Coppa Italia per il Lecce, che torna da Genova sponda rossoblù con una “scoppola” non indifferente.
Premesso che il divario con una squadra importante di Serie A ci può stare, il 4-0 di ieri è frutto sicuramente di un gol preso a freddo (dopo soli 1.25 min), che ha messo non poco in imbarazzo la retroguardia giallorossa, generando poi un’inconscia difficoltà per tutta la durata del primo tempo. Questo poi, unito alla serata di grazia dell’attaccante polacco Piatek (quattro gol in sei palloni toccati), hanno fatto sì che la partita andasse in archivio già dalla prima frazione, evidenziando grosse lacune soprattutto tra i centrali difensivi Marino e Cosenza.
Nel secondo tempo, fortunatamente, si sono limitati i danni, tenendo anche conto di un fisiologico appagamento del Genoa.
Nonostante la sconfitta pesantissima il Lecce ha comunque dimostrato personalità a centrocampo, non disdegnato il palleggio, soprattutto con Petriccione e Falco.
Ancora bene Calderoni, benissimo Fiamozzi nel piccolo spezzone concessogli dal tecnico laziale. Forse l’unico insieme a Falco che allo stato attuale starebbe bene anche nella massima serie.
Liverani ha sicuramente ancora tanto da lavorare, ma tenendo conto del periodo e della quasi rivoluzione totale della squadra, si puo’ dire che con un altro centrale di livello e un finalizzatore importante d’avanti (La Mantia?) la squadra potrà dare sicuramente soddisfazione nel campionato di competenza.
Non è il caso, infatti, di sparare già a zero sulla squadra per un risultato maturato in un torneo quasi inutile per le squadre che non occupano abitualmente le prime cinque/sei posizioni di serie A, e che piu’ in generale sarebbe da rivedere nel regolamento anche dei primi turni.

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Matteo Pisacane