A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina… diceva in passato qualcuno di parecchio influente. Eh già, se qualcuno ha avuto dei dubbi sulla designazione arbitrale per il match di ieri ora può averne la certezza. E se dal vivo poteva sembrare (come lo è sembrato a me) semplicemente uno che fa il proprio mestiere di direttore di gara, incappato pero’ in una giornata storta dovuta anche ad episodi convulsi magari non all’altezza della propria esperienza, rivedendo le immagini in tv si ha invece l’impressione di un protagonismo totale ai danni dei giallorossi, e di conseguenza a favore dei suoi corregionali. Banale, ma decisamente inquietante.
È vero la Lega non vieta (e mai lo ha fatto) all’AIA l’assegnazione di una partita ad un arbitro della stessa Regione di una o l’altra squadra in questione, purchè sia almeno di un’altra Provincia, ma la domanda é: perché rischiare di incappare in polemiche di questo tipo come in effetti poi è successo? Se il motivo può essere quello ragionevole della distanza da dove si gioca il match, considerando il giorno feriale (visto che gli arbitri teoricamente svolgono anche un’altra professione), perché non designare uno di Roma o che ne so di Ascoli Piceno (tanto per fare un esempio)? Nonostante ne abbia viste di partite negli anni, resto sempre sconcertato da queste situazioni, e da come in generale le istituzioni si complichino la vita da sole. Ma tanto che fa… chi ne fa le spese alla fine sono sempre i poveri cristi dei tifosi.

Chiusa questa noiosissima, ma purtroppo doverosa parentesi, passiamo all’analisi del campo. Un Lecce che malgrado le avversità di cui sopra non ha mollato un centimetro, e fino a che è rimasto dieci contro undici non ha rischiato praticamente nulla, anzi. Un carattere di quelli che rende orgogliosi tutti i tifosi, a prescindere dalla tattica e dal risultato, come in effetti si è poi verificato.
A livello tecnico è giusto registrare la scelta poco felice di Liverani di schierare dall’inizio Venuti come centrale difensivo al p0sto di Marino: di fatto sconfessata dopo appena due minuti in occasione del gol di Mancuso, e quella dell’inserimento di Cosenza (in questo caso pero’ obbligata dalla seconda espulsione), che ha purtroppo determinato il 3-2 pescarese ciccando un pallone apparentemente facile al limite dell’area.

Mastichiamo amaro, non c’è che dire, anche perchè la prestazione della squadra nel suo complesso, soprattutto in relazione del susseguirsi degli eventi meritava tutt’altro epilogo, ma

possiamo tranquillamente dire che al netto di una classifica che resta comunque invariata nell’economia della nostra stagione, la squadra giallorossa ne esce sicuramente ancora piu’ rafforzata mentalmente. Visto e considerato che la capolista del campionato, a casa sua, ha avuto bisogno di giocare dodici (!) contro nove per conquistare la vittoria. Basta questo.

 

Matteo Pisacane