Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, l’ex allenatore del Lecce Delio Rossi ha detto la sua sul momento dei giallorossi:

CLUB CON UNA STORIA – “Mi dicono che adesso c’è una società capace di rinverdire i ricordi dell’Era Semeraro per il livello dei suoi protagonisti, mi dicono di un presidente che per la considerazione della quale gode sta scalando le gerarchie del calcio nazionale.  Sembra che si stia riannodando il filo della storia con la S maiuscola dopo sei anni di sofferenze. Sono contento per Lecce, per i leccesi. Ho letto che a Carpi domenica scorsa i salentini erano in maggioranza sugli spalti rispetto agli emiliani. È il segnale degli entusiasmi ritrovati che aiutano a vincere, a dare corpo ai sogni. Penso che il Lecce abbia fatto un grande regalo non solo ai salentini arrivati dal Sud, ma anche e soprattutto ai tanti leccesi che lavorano al Nord e che si portano Lecce nel cuore, nell’animo.  Per tutti loro è stato un motivo di grande orgoglio”.

PROGRAMMAZIONE – “Quando arrivi dalle categorie inferiori sulla base di adeguate programmazion

i e hai le idee chiare, puoi diventare protagonista da subito nelle serie superiori. Negli ultimi anni abbiamo avuto una serie di doppie scalate. Certo, importante sarà trovarsi in questo stato nel mese di marzo, quando ci si confronterà con il momento della verita. Ma intanto vincere aiuta a vincere, accresce fiducia ed autostima e ti mette nelle condizioni di rispetto da parte degli altri”.

LIVERANI – “L’ho avuto come calciatore al Palermo. Aveva classe e personalità, un carisma determinante, aveva qualità non comuni, era decisamente superiore a tutti. Ha le doti che servono per guidare una squadra ambiziosa in un campionato difficile, tutto in salita come è la serie B. In A ci puoi arrivare solo se hai una grande organizzazione, se ti muovi sul filo della continuità, se hai una elevata qualità generale. L’esperienza che Fabio ha maturato da grande calciatore è determinante per gestire con successo situazioni sempre comunque esposte a rischio. Liverani ha avuto il merito di farsi costruire una squadra con giocatori adatti alle sue ragioni tecnico-tattiche. Quando era con me a Palermo, c’era anche Bovo, un’altra splendida persona, prima ancora che una grandissima garanzia in campo”.