Dopo il brusco (e immeritato) stop di Cremona, ciò che al Lecce serviva era una vittoria convincente in casa, alla stregua del trittico precedente al match dello Zini, ed è esattamente ciò che avvenuto contro il Carpi. Quattro gol, due pali e i soliti spettacolari fraseggi, anche se di fronte bisogna riconoscere che non c’era un avversario irresistibile. Tutto questo è avvenuto nella ripresa, perché nel primo tempo, a dispetto del risultato finale, i giallorossi hanno avuto non poche difficoltà, rischiando addirittura di andare sotto in un paio di occasioni. Certamente l’assenza di un terminale come La Mantia ha dato qualche problemino tattico, almeno inizialmente, in considerazione della stazza dei difensori avversari ed il campo pesante per la pioggia. La sensazione avuta però è che ci fosse anche un po’ d’ansia da vittoria obbligata, ma che sarebbe bastato sbloccare il match per poi andare sul velluto; cosa che in effetti è avvenuta successivamente alla rete di Venuti. Fa indubbiamente piacere anche il primo sorriso di Tumminello, non tanto nell’economia del risultato di ieri, ma perché si sa che gli attaccanti hanno solo bisogno di sbloccarsi per spiccare il volo, ed in questo rush finale c’è bisogno di avere tutti a mille. Peccato solo aver avuto di nuovo a che fare con un arbitro inadeguato, che a tratti è parso anche soffrire di protagonismo ai danni del Lecce. Tant’è. Per il resto i giallorossi hanno messo insieme la settima vittoria interna consecutiva ed il primo posto in classifica e il +4 sulla terza, seppur con due gare in più, è di nuovo ristabilito. Aspettando Brescia e Palermo, che tra stasera e domani giocheranno le loro gare rispettivamente a Livorno e Benevento. Match oggettivamente delicati che potrebbero dire molto sul discorso promozione diretta.

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Matteo Pisacane