L’obiettivo è quello di rendere il VAR (Video Assistant Referee, ndr) uno strumento sempre più accurato e meno soggetto ad errori ed è per questo che nella prossima Serie A si passerà ad una sua evoluzione: ovverosia al VOR (Video Operation Room, ndr). Nella giornata di ieri lo ha spiegato il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi in occasione delle nuove nomine arbitrali per la stagione 2019/20. Le basi erano stato gettate lo scorso mese di Aprile.

Come riportato dal Corriere dello Sport, la grande sfida che si propone è quella di riuscire ad arrivare a gestire il tutto da un unico punto di raccolta video, seguendo quindi il modello tedesco, che sarà situato presso il Centro Federale di Coverciano e che verrà appunto denominato VOR. Ma non sarebbe questa l’unica novità: all’interno di questo centro di raccolta, le varie partite sarebbero seguite da un ristretto numero di ‘varisti’. Si tratterebbe di arbitri destinati a chiudere la loro carriera sul campo a causa di sopraggiunti limiti d’età, ai quali verrebbero affiancati i migliori delle ultime due stagioni. I primi nomi che circolano sono quelli di Banti, Mazzoleni, Nasca e gli specialisti Irrati e Valeri.

Dovrebbero essere loro a garantire esperienza e maggiore uniformità

di giudizio. Ma c’è di più: l’AIA starebbe infatti pensando di rendere aperta alle società l’elaborazione delle varie immagini e quindi, rappresentanti dei vari club avrebbero la possibilità di assistere alle operazioni da una vera e propria ‘area hospitality’ separata dal centro di raccolta immagini da un vetro, questo al fine di non disturbare il lavoro dei ‘varisti’.

Si tratta ovviamente di una vera e propria rivoluzione. C’è tra l’altro da ricordare che attualmente gli addetti al VAR sono sistemati in sale all’interno dei vari stadi o in mezzi mobili al di fuori degli impianti, mentre la Video Operation Room sarebbe un vero e proprio ‘bunker’ dotato di tutte le tecnologie più avanzate, al fine di non perdersi un solo istante di ogni singolo match del campionato.