Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, il Presidente Sticchi Damiani ha parlato della gestione del club giallorosso e della sua scelta tecnica, caduta poi su Liverani:

SCELTE DI CUORE“Da presidente, ovviamente mi ritrovo a dover prendere alcune decisioni. Gli amici sono imprenditori capaci che mettono le proprie conoscenze al servizio della società. Nessuno ha mai ragionato in termini di ritorno personale né economico né d’immagine. Non penso ad una esperienza autoreferenziale. Il Lecce non è uno strumento personale. La mia presenza è garanzia per impedire un accesso speculativo. Abbiamo scongiurato ogni possibile rischio in questo senso, facendo sempre scelte col cuore. L’arrivo di Renè De Picciotto è stato prezioso sia in termini di risorse, sia perché ha valorizzato una gestione più distaccata del Club”.

LIVERANI – “Quando Meluso me lo propose,

dopo le dimissioni di Rizzo, mi trovai di fronte un quarantenne che aveva esperienza e carattere da vendere. In questi due anni mi ha impressionato la sua serenità un’ora prima della partita, non va mai nel pallone. Quella serenità è cruciale per la squadra. Èdentro il nostro progetto a 360 gradi. Si interessa dei giovani, dei problemi dello stadio, sente Lecce come qualcosa di suo”.

BURAK YILMAZ – “Yilmaz ci interessa, ma non è l’unico attaccante al mondo che vuole venire a giocare nel Lecce. Se ci sono le condizioni, Yilmaz viene, diversamente pazienza. L’anno scorso LaMantia, dopo vari alti e bassi arrivò a fine agosto. Ogni ragazzo che è arrivato rappresenta un piccolo sogno. Abbiamo portato uno come Shakhov che ha vinto lo scudetto con la sua squadra, Benzar, un nazionale, Vera, un giovane talento e Lapadula e Rossettini che tutti conoscono. Da questo momento mi aspetto qualche giovane che diventi un investimento per il futuro. La scintilla? Fu una provocazione. Avevo un sogno legato ad un certo profilo”.