Ci risiAmo!
Oggi parte il nostro sedicesimo campionato nella massima serie del campionato più bello del mondo.
Il nostro Lecce giocherà, lunedì, nella Scala del Calcio.
Giocherà contro l’Inter allenata da Conte.
E già li vedo i quasi 3000 tifosi leccesi eccitati e scalmanati in quello spicchio di stadio destinato ai tifosi ospiti.
Quasi riesco a sentire le loro voci, che tutte assieme sovrastano i 60.000 di San Siro.
E già rivedo l’eterna lotta di Davide contro Golia.
Dei piccoli salentini contro i mostri meneghini.
Entrare in quel campo non è facile. Ti tremano le gambe. Sembra che da un momento all’altro venga giù tutto lo stadio.

Ti cambi dove si è cambiato Maradona, Van Basten, Ronaldo, Zidane, Messi, Del Piero, Weah.
Ti gir

i e ti sembra di vedere in tribuna Mariolino Corso che parlotta con Suarez e Mazzola.
Ti manca il respiro, inizi a sudare già negli spogliatoi.
La serie A è questo.
Ma se sei lì, se entri in campo o ti accomodi in panchina, un motivo ci deve essere.
È per lo stesso motivo che 19 anni fa un croato fece diventare, per una settimana, Grande il piccolo Lecce.
Ad Maiora Lecce!

Andrea Polo