Il carretto dei vincitori, tutto ad un tratto, è stato riposto in garage.

Nessuno lo usa più, anzi.
Adesso va di moda un altro carretto.
Quel carretto che non vedeva l’ora di uscire da un altro garage.
Il carretto in questione è quello dove salgono tutti i disfattisti.
Tutti quelli che non aspettavano altro che un doppio passo falso in campionato, una vittoria risicata in amichevole e prestazioni dei singoli non brillantissime.
Gli stessi di Cittadella, di Padova e di Cremona.
Gli stessi che prima crocifiggevano Tabanelli per poi osannarlo dopo Lecce-Brescia.
Ricordo persino commenti negativi su Majer e Tachtsidīs.
Insomma, non invento nulla, sono sotto gli occhi di tutti.
Basta accedere sui vari social per leggere centinaia di commenti negativi.
Sono in pochi quelli che sostengono la squadra, l’ambiente e gli stessi tifosi.
Già perchè se uno dice di voler bene al Lecce, non deve v

oler bene solo a qualche calciatore o alla società.
Deve voler bene per prima cosa ai tifosi, alla gente e a se stesso.
Non dico che bisogna essere contenti di una prestazione inguardabile, anzi.
Ma una cosa è parlare di prestazioni, un’altra è giudicare con lo scettro in mano tutto e tutti.
Abbandoniamo carri e carretti dunque, e tifiamo per la squadra della nostra terra.

Andrea Polo