Immaginatevi una mite serata di metà settembre, sono le 20:30 e la nostra squadra è nello spogliatoio dell’ Olimpico di Torino sommersa da mille pensieri misti tra paura, ambizione e voglia di stupire. L’allenatore giallorosso si avvicina verso la porta per uscire e, guardando negli occhi dei giocatori, esclama una delle frasi più celebri del condottiero nativo americano dei Sioux Hunkpapa, noto ai più come “Toro Seduto” : “questo è il giorno giusto per morire, seguitemi!”.
Come reagireste?
Letteralmente sembra una frase di resa, ma leggendo tra le righe personalmente mi caricherebbe come mai prima d’ora, perché dopo innumerevoli battaglie combattute, da Carpi a Frosinone passando da Fondi e Salò, se ne sta prospettando un’altra, più difficile ma allo stesso tempo più gloriosa e la voglia di uscirne illeso, rimanendo nella storia, è davvero tanta.
Certo!!! È pur sempre una partita di Calcio, le guerre e le battaglie sono, ahimè, un’altra cosa!!!
Ma mi piace immaginarlo così Liverani, con la saggezza di Toro Seduto, ed una frase che risveglia quello “spirito di appartenenza” tanto acclamato in settimana, dopo l’amichevole vinta senza brillare, per usare un eufemismo, contro il Cosenza.
Ritrovare un’identità guerriera contro un Toro Scatenato ( giusto per rimanere in tema cinematografico) sembra essere l’ unica ricetta per rendere indigesto ai granata il presunto agnello sacrificale giallorosso.
Il match di lunedì sera può sembrare il match sbagliato nel momento sbagliato per la forza e lo stato di forma dell’avversario, considerando il ritiro anticipato in vista dei turni eliminatori di Europa League. La recente vittoria contro gli orobici sul neutro del “Tardini” di Parma è stata interpretata da alcuni addetti ai lavori come un ideale passaggio di consegne tra la sorpresa assoluta della scorsa stagione e la nuova mina vagante della serie A che per storia e sforzi economici (vedasi l’onerosissimo acquisto del talento Simone Verdi) vuole tornare a pensare da “grande”.
È molto difficile vedere qualcosa di positivo in ottica giallorossa; perfino il modulo adottato da Mazzarri, ovvero quel maledetto 3-5-2 (classico o nelle due varianti con singolo o doppio trequartista) che, fin dai tempi della sconfitta in casa contro la Juve Stabia in serie C, ha sempre portato qualche grattacapo in più al tecnico laziale. Ricordate il modulo con cui ci hanno affrontato Inter e Verona… sì sì è proprio quello, non mi va più di nominarlo!!!
Non i presupposti migliori per questa trasferta piemontese ma, si sa, il calcio non è una scienza esatta ed i freddi numeri e pronostici possono essere sovvertiti da numerose variabili. La voglia di rivalsa dei giallorossi, con un atteggiamento spero totalmente diverso da quello dell’esordio casalingo, sembra ad oggi l’unica variabile impazzita in grado di scompaginare l’infinità di numeri e statistiche a propensione granata.
L’ALLENATORE>> Walter Mazzarri . Mi risulta davvero difficile snocciolare tutti i numeri dell’allenatore nativo di San Vincenzo, In quale vanta più di 400 presenze in serie A. C’è da dire tuttavia che la sua carriera l’allenatore è legata a doppio filo a due colori, il granata, sia nella sua variante classica che in quella amaranto, e l’azzurro. La sua prima stagione da allenatore risale al 2000 sulla panchina dell’Acireale , dopo tre anni si rende artefice della promozione degli amaranto livornesi ( sconfessando il detto “Nemo profeta in patria”) nella massima serie. In serie A in amaranto vestirà anche l’anno successivo, ma tra le fila della Reggina, dove otterrà tre salvezze consecutive, di cui l’ultima da Guinness world record  a causa dei 15 punti di penalizzazione inflitti per le note vicende di calciopoli. Dopo una altrettanto felice esperienza blucerchiata raggiunge il suo apice alla guida della squadra partenopea. In parole povere possiamo dire che se il Napoli  recita ora un ruolo di primissimo piano a livello nazionale ed internazionale parte del merito passa da lui. Arrivato in punta di piedi al posto di Donadoni il 6 ottobre del 2009 otterrà l’anno successivo la qualificazione nell’Europa dei grandi (risultato conseguito anche nel 2013) e nel 2012 la vittoria della Coppa Italia a spese della Juventus riportando la coppa ai piedi del Vesuvio dopo 25 anni. Le ultime due esperienze prima di approdare ai granata sono stati alla guida di Inter e Watford con risultati soddisfacenti ma non sfavillanti.
Subentra a Sinisa Mihajlovic infine al Torino il 9 gennaio del 2018 ottenendo un ottimo Settimo posto in campionato a soli tre punti dalla qualificazione in Europa League, come sappiamo giunta ugualmente per i noti problemi di FPF dei  diavoli rossoneri.
FOCUS TATTICO>> Nella sua lunghissima carriera Mazzarri è sempre rimasto fedele al 3-5-2, privilegiando un modulo non piatto in cui trequartisti e/o seconde punte (vedi Hamsik e Lavezzi negli anni al Napoli) potessero esprimersi al massimo del potenziale. Non è un caso che il mercato appena trascorso si sia concluso con l’importante acquisizione di Simone Verdi, il quale potrebbe ricoprire uno dei due ruoli. Alla vigilia del match l’unico dubbio di formazione sembra ruotare attorno al fantasista classe 92 che contenderà il posto a Zaza come partner del “gallo” Belotti. Per il resto confermata la formazione vittoriosa con l’Atalanta, ma attenzione alla duttilità di Berenguer che sicuramente troverà spazio a partita in corso. Una statistica interessante dallo scorso anno ci fa capire come questa squadra sia basata sull’atletismo dei suoi interpreti. Oltre a essere la squadra che ha pressato di più in serie A secondo l’indice PPDA, il Torino è stata la compagine che ha giocato più duelli aerei nell’intero campionato. I 45.3 duelli aerei ogni 90 minuti testimoniano sia dei lanci lunghi cu asi il pressing del Torino costringe gli avversari che della fin troppo insistita ricerca del proprio centravanti sia per risalire il campo che per finalizzare il proprio gioco.I centrocampisti vengono invitati a difendere in avanti, cercando immediatamente l’uomo più vicino da marcare, mentre i difensori sono tutti naturalmente predisposti alla ricerca dell’anticipo. Persino il centravanti, Belotti, grazie alla sua naturale generosità e combattività in fase di recupero palla, è perfettamente funzionale al calcio difensivo di Mazzarri, impegnandosi a pressare sin dalle prime battute il possesso avversario, rendendolo complesso e frettoloso. Aspettiamoci dunque un un pressing asfissiante nella nostra metà campo sperando che le nostre due linee difensive non diventino “frenetiche” nel cercare il passaggio risolutivo come con il Verona: una squadra che palleggia poco e con uomini in grado di imbastire delle rapide azioni di contropiede sembrerebbe poter creare qualche problema alla compagine piemontese. Questo ci hanno detto tra le righe i due gol subiti nella gara del Tardini, giunti entrambi con azioni di partenza da manuale.
FOCUS GIOCATORE>> Daniele Baselli, classe ’92, cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta si afferma calcisticamente nel 2011 partendo dalla serie B col Cittadella, in cui colleziona 50 presenze e mette a segno la sua prima rete da professionista. Dopo due stagioni ritorna all’Atalanta, in serie A, dove sarà protagonista in positivo, tanto da essere considerato uno dei talenti emergenti del campionato nazionale italiano. Grazie alle sue ottime prestazioni diventa un punto fermo dellaNazionale Under 21 del C.T. Di Biagio. Nella stagione 2015/16 viene infine acquistato dal Torino.
Giocatore dotato di ottime qualità tecniche ed atletiche è in grado di dare sostegno alla squadra sia durante la fase difensiva, coprendo gli spazi ed aiutando nei ripiegamenti, sia in quella offensiva, proponendosi a supporto delle punte oppure attaccando la profondità.In fase di costruzione, viene arretrato dalla sua posizione offensiva a quella d’impostazione per incide sullo stile di gioco della squadra e dare supporto alla manovra, grazie alla sua ampia visione di gioco ed un ottima precisione nel passaggio in movimento ma soprattutto su calcio piazzato (autore di due assist da calcio di punizione e dalla bandierina nella precedente partita).In fase di finalizzazione è dotato di un ottimo tiro dalla distanza ed è atto a compiere questo gesto quando vi è l’opportunità di spazio o gli viene creata dal reparto offensivo. Inoltre è anche abile a sfruttare gli spazi per gli inserimenti, agevolati dal gioco dalla punta centrale.
In definitiva grande intelligenza tattica, ottima visione di gioco e buona corsa,  confermano Baselli come una solida sicurezza per il centrocampo del Torino e perché no, in futuro, pure della Nazionale Italiana.

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