La storia attuale ci racconta di un calcio che a sud della Capitale vive, tra fallimenti e penalizzazioni, varie vicissitudini. Non avrà dunque nulla di banale l’incontro dell’ Ettore Giardiniero di Via del Mare, in quanto l’unico Derby del Sud dell’ attuale stagione di massima serie italiana.

Basterebbe pensare a questo per essere felici, per essere eternamente grati a questa società, ma si sa, qualunque tifoso spera sempre nell’impresa, anche in uno scontro alla “Davide contro Golia”

La meravigliosa partita dei giallorossi di quattro giorni fa potrebbe aver risvegliato in qualcuno un animo sognatore, ma è bene sapere che la squadra partenopea ha tutte le carte in regola per riportarci alla realtà. Non è detto tuttavia che questa realtà sarà poi così triste, perché, indipendentemente dal risultato, ritrovare una squadra con la stessa grinta, voglia e lucidità di lunedì sarebbe già una vittoria, meritevole di applausi a scena aperta.

Affronteremo una squadra che per almeno 8/11 è stata protagonista della vittoria contro i campioni d’Europa in carica, non insomma l’ ultima arrivata.

 La frase “vedrete che musica sentirete al Via del Mare”, pronunciata dal tecnico emiliano alla fine di un match così importante, avrà avuto certamente un suono stonato per qualche tifoso partenopeo e, di contro, gonfiato il petto ad alcuni tifosi giallorossi. A molti invece non ha fatto alcun effetto perché corollario di quelle ovvietà da “intervista calcistica” che ormai siamo abituati giornalmente ad ascoltare. Personalmente non ci vedo solo una frase di circostanza, perché solo Ancelotti può conoscere le difficoltà nell’ affrontare partite del genere, ed il suo Milan di una decade fa ne sa qualcosa. La musica del nostro stadio non avrà molte note in comune con l’inno della Champions League, ma sono sicuro che può essere anche più affascinante se dettata da una passione che spesso non si respira in molte gare europee di cartello, dove lo spettacolo “teatrale” la fa da padrone.

Clima rovente e scarsa capacità di adattamento del Napoli a bassa quota … sembrerebbero le previsioni del tempo di domenica, ma in realtà sono i due imprescindibili ingredienti da cui può nascere un’impresa a forti tinte giallorosse.

ALLENATORE>>> Carlo Ancelotti. Questo punto è come un macigno perché… cosa si può aggiungere ad un allenatore che ha vinto ad ogni latitudine tutto ciò che si poteva vincere eccetto le coppe di Germania, Francia, e la Liga Spagnola, con cui avrebbe completato l’en plein?

Cosa si può aggiungere ad un allenatore che, assieme ad altri due tecnici ( Zizou Zidane e Bob Paisley) è al primo posto nella classifica all time per Coppe Campioni vinte, ben tre, di cui due a tinte rossonere e l’ultima targata blancos con l’ ormai famosissima “decima” ?

Proprio nulla !!!!

FOCUS TATTICO>>> nel  4-4-2 disposto dal tecnico di Reggiolo dovrebbero prenderne parte Malcuit, Zielinski e Llorente rispettivamente al posto di Di Lorenzo Fabian Ruiz e Lozano. Ultime indiscrezioni non escludono, infine, il mancato impiego di Callejon dal primo minuto, sebbene sorgano molti dubbi in quanto lo spagnolo nei suoi anni di militanza ai piedi del Vesuvio ha da sempre vestito i panni da stacanovista, sia con Benitez che con Sarri ed  Ancelotti.

Il secondo anno è quello in cui Ancelotti solitamente raccoglie quanto seminato dal punto di vista tattico. Il Napoli di questa stagione infatti vuole sfruttare ancora di più il suo talento offensivo e la sua capacità di avere un elevato numero di giocatori a giostrare nella zona di rifinitura. Vuole insomma essere una squadra che sappia resistere maggiormente alla pressione avversaria e riesca a recuperare il pallone immediatamente dopo la perdita.

Fondamentale per far funzionare tutto il meccanismo offensivo sembra essere la posizione di partenza di Insigne che, partendo nel mezzo spazio di sinistra, può sfruttare non soltanto le sue doti balistiche di finalizzazione, ma anche di rifinitura.

Dovendo proprio trovare un difetto a questa squadra la transizione a palla persa sembra la fase più delicata di tutto il sistema. Avere tanti giocatori nella zona di rifinitura avversaria significa che, in caso di perdita e mancato recupero immediato, il campo da dover coprire all’indietro è enorme. È un difetto strutturale con cui Sir Charles sembra debba convivere.  Dalla precisione nelle scalate e nelle marcature preventive, e dal talento dei due centrali difensivi, dipende tanto della stabilità difensiva di questo Napoli.

Nonostante questa piccola fragilità gli azzurri vorranno conseguire il terzo “clean sheet” consecutivo, qualcosa di inimmaginabile dopo i 7 gol  subiti nelle prime due uscite ufficiali di questa stagione, ma che con Meret Koulibaly in tale stato di forma sembrerebbe più che realizzabile.

FOCUS GIOCATORE>>> Kalidou Koulibaly è ormai giunto alla sua quinta stagione nel campionato italiano ed è considerato uno dei difensori centrali più forti al mondo. Nasce a Saint-Dié-des-Vosges, in Francia il 20 giugno 1991 da genitori senegalesi. Per questo, dopo aver esordito nella Nazionale francese U-20, sceglie di giocare per la Nazionale maggiore del Senegal.

Cresce nelle giovanili della sua città, Sant-Diè, per poi trasferirsi al Metz nel 2009. Nel 2010, proprio il Metz lo fa esordire in prima squadra. Nel 2012 viene acquistato dal Genk dove resta per due anni, per poi passare al Napoli per 8 milioni di Euro. È ormai celebre l’aneddoto da lui raccontato, riguardo al suo trasferimento al Napoli. Infatti, nel 2014, lo chiamò al telefono Benitez, con Koulibaly che, convinto che si trattasse di uno scherzo, gli attaccò il telefono in faccia due o tre volte. Quella telefonata però, cambiò la carriera del difensore senegalese che, dopo un periodo di adattamento al campionato italiano in cui riscontrò diverse difficoltà e subì critiche pesanti, dimostrò il suo immenso valore, soprattutto a partire dall’arrivo di Maurizio Sarri 

alla guida del Napoli.

Kalidou Koulibaly è il prototipo del difensore centrale perfetto. Infatti, è alto 187 cm e pesa 89 Kg. È molto forte nell’elevazione e ha una grande forza esplosiva. Nonostante il suo fisico possente, Koulibaly è anche dotato di una grande rapidità che gli permette, anche se è in ritardo su di un avversario, di recuperare immediatamente.

Koulibaly è un destro naturale ma abile anche con il sinistro. Le sue doti tecniche rispecchiano perfettamente quelle del difensore centrale moderno. Infatti, il calciatore senegalese è molto bravo ad impostare l’azione (anche quando viene pressato dall’avversario), sia con passaggi corti, sia con lanci lunghi. Le statistiche, non a caso, gli danno ragione, in quanto vanta un’ottima percentuale di passaggi riusciti. Consapevole delle sue capacità tecniche, Koulibaly si sente molto sicuro di se quando ha la palla tra i piedi, infatti, a volte, cerca il dribbling sull’avversario anche in fase di disimpegno e sempre più spesso cerca l’incursione palla al piede fino alla trequarti avversaria. Inoltre, ha un buon colpo di testa che gli dà la possibilità di mettersi in mostra sia in fase difensiva che sulle palle inattive a favore della sua squadra.