Intervistato dalla ilposticipo.it, l’ex giallorosso Sam Dalla Bona ha parlato del suo presente e della differenza che c’è tra il calcio inglese e quello italiano:

SCELTA DOVUTA – “Quando ero al Chelsea gente come Marcel Desailly, Claudio Ranieri e Christian Panucci mi avevano detto che avrei dovuto continuare la mia carriera in Premier League e che se fossi tornato in Italia sarebbe stato diverso. In Inghilterra non ci sono né i ritiri né le contestazioni e ci sono tante rotture di scatole in meno. Però non potevo rifiutare il Milan: era troppo forte. Non so dire cosa non abbia funzionato. Sono arrivato al Milan troppo giovane forse: se in Italia non sei pronto si scatena l’inferno e ti mettono addosso un’etichetta difficile da togliere. Non ero Pirlo, ma penso di aver fatto il mio.

DIFFERENZE – In Italia un giorno sei Dio, il giorno dopo sei scarso. In Premier anda

vamo in ritiro solo prima delle trasferte. In Inghilterra vivevo da calciatore di terza categoria, ma giocavo in Premier. In Italia invece c’è più pressione. Lo scorso anno mi sono stupito quando ho visto che i tifosi ce l’avevano con Sarri e che lo prendevano in giro: non avevo mai visto una cosa del genere ai miei tempi e il Chelsea di Ranieri certamente non era forte come quello di 2 o 3 anni fa.

FUTURO  – “Ho avuto qualche proposta per entrare a far parte delle scuderie di alcuni procuratori, ma non se ne è fatto niente. Ho preso anche il patentino da allenatore Uefa B. In questo momento sono fuori dal calcio: lo seguo ancora, ma essere nell’ambiente è un’altra cosa”.