Intervistato dal Corriere dello Sport, Fabio Liverani ha parlato a 360° della Lazio, del Lecce e del suo arrivo nel Salento:

PRIMO INCONTRO NEGATIVO“Al primo incontro con Sticchi Damiani non scattò la scintilla, non ero convinto. La sera dopo Alessandro Moggi mi chiamò per dirmi che il Presidente voleva un altro incontro, e quello andò meglio,e diedi la mia possibilità. Quello con il Lecce è stato un percorso bellissimo e insperato: dalla Lega Pro all’Olimpico con la Lazio in soli due anni, e aver riportato una Piazza così importante nel Calcio che conta mi rende orgoglioso”.

AVEVO PENSATO DI SMETTERE – “L’opportunità tardava ad arrivare qualche anno fa, avevo pensato di smettere con la carriera da allenatore, poi arrivò la chiamata della Ternana che aveva già cambiato tre allenatori. Quell’esperienza mi ha ridato entusiasmo”.

LAZIO, CASA MIA“Ci ho vissuto per cinque anni, dai 25 ai 30, l’età più importante per un calciatore, in un top club. Tornare a casa è bello”.

ROMA E LAZIO “Si, sono uno dei pochi che potrebbe allenare entrambe; ho sempre fatto della professionalità il mio biglietto da visita, ovunque sia andato, rispettando i colori delle squadre. Spero di essere scelto per quello che faccio, non per cose esterne”.

SALVEZZA SENZA COSTI ESAGERATI“Abbiamo costruito una squadra senza esagerare coi costi, senza indebitarci nel caso non dovessimo centrare la salvezza. Vogliamo provare a restare in Serie A restando a posto dal punto di vista economico”.

SERIE C, UN BAGNO DI SANGUE – “Quando sono arrivato a Lecce ho trovato una squadra forte per la Serie C, con un grandissimo gruppo che si è messo subito a disposizione.  La Serie C è un bagno di sangue per i club; ci sono 4-5 partite in Sicilia che non puoi affrontare in pullman, devi per forza andarci in aereo, e quando l’ho spiegato alla società lo ha subito capito; crea meno alibi anche ai calciatori. La magia è nata a Marzo quando abbiamo vinto tre partite in una settimana”.

 

SALVEZZA CON IL GIOCO – “E’ la mia mentalità, anche quando ero calciatore. A

volte dicono “quella squadra vuole giocare e perdere le partite”, non è così. Il 26 Agosto i miei giocatori erano intimoriti, ora stiamo crescendo. Abbiamo idee, concetti, movimenti. Vogliamo chiudere il girone di andata tra i 17 ed i 20 punti, dobbiamo ancora recuperare qualche giocatore, ci mancano due punti nelle ultime gare ma non siamo lontani dalla media salvezza”.

FALCO IN NAZIONALE?  – “Quando è arrivato, dopo una stagione non giocata, giocava solo in fase di possesso, poco da atleta, si accontentava. Ho cercato di fargli capire quello che volevo, che deve essere continuo per tutti i 90 minuti. All’inizio era restìo ai rimproveri, poi ha capito, ora si allena con molta costanza. Potrebbe aspirare all’azzurro, ma deve crescere per quell’obiettivo”.