Alberto Di Chiara, doppio ex del match di Sabato sera, ha parlato del momento di entrambe le squadre sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia:

MOMENTO DIFFICILE PER I VIOLAIl Lecce affronta i Viola, che sulla carta sono leggermente superiori, in difficoltà sul versante psicologico. Montella, che la società protegge, ha la piazza contro. Qui pesa il finale della scorsa stagione, il rischio retrocessione sino all’ultima giornata. Commisso ha riportato l’entusiasmo, ha l’idea dello stadio, pensa ad un calcio come una grande impresa produttiva. Qui si vive la preoccupazione per il caso Chiesa che i tifosi non vorrebbero perdere. La squadra è stata necessariamente costruita di corsa. È arrivato Ribery, è tornato Castrovilli che Corvino aveva portato nelle giovanili. La sconfitta col Verona ha accentuato i malumori.

IL LECCE –  Psicologicamente sta meglio il Lecce che contro il Cagliari ha colto un pari che vale una vittoria. Liverani sta guidando la squadra molto bene, la sta facendo entrare nella mentalità giusta. È un campionato, a parte quattro-cinque grandi, piuttosto livellato. Al Lecce mancano

alcuni punti, ma può arrivare tranquillo alla meta grazie ai risultati che sa cogliere in trasferta, un aspetto che preoccupa non poco la Fiorentina. Dovrà rinunciare a Lapadula già in forma, ma Babacar avrà lo stimolo dell’ex. Lo ricordiamo qui come uno che è meglio farlo entrare in corsa. Ha nelle corde la voglia di rilanciarsi a Lecce. Firenze può essere un’occasione importante.

RICORDI GIALLOROSSIIl Presidente Jurlano ci caricava sempre, ci diceva “vi darei il mio sangue  per vincere questa partita”. Eugenio Fascetti fu l’artefice di stagioni indelebili. Per me avere come compagno di squadra mio fratello Stefano, era importante. I compagni li ricordo ad uno ad uno, tutti fantastici. Con Barbas e Pasculli c’era un Causio di fine carriera, vi si affacciavano Conte e Garzya. Lecce fu il mio trampolino di lancio”.