Ripartire da dove si è finito sembra essere l’unico imperativo in grado di avvicinarci a quella vittoria che, nonostante una graduale e continua crescita, manca da ben otto giornate e poco più di 60 giorni.
Affronteremo una squadra reduce da deludenti prestazioni nelle ultime due partite, entrambe lontane dall’Artemio Franchi. Una brusca frenata per una squadra che, complice anche il clima incendiario seguito all’avvento del nuovo patròn italo-americano Rocco Commisso, aveva iniziato la stagione viaggiando ad un ritmo-champions.
Come spesso accade in una depressione reattiva quei piccoli problemi, passati sotto traccia nei momenti di massima esaltazione, suonano ora come dei campanelli di allarme. Questi campanelli hanno due nomi illustri, Vincenzo Montella e Federico Chiesa.
Il primo forse non ha mai goduto della piena fiducia della società, in quanto eredità della vecchia gestione targata Della Valle. Il secondo dall’essere il manifesto della ambiziosità del nuovo progetto viola è divenuto un problema di difficile gestione : in estate la sua vicenda di mercato ha avuto un epilogo diverso dalla storica, ma ancora vivida nella mente dei fedelissimi gigliati, cessione del divin codino alla vecchia signora, ma l’impressione è che l’incubo possa ripresentarsi a stretto giro di posta dopo i problemi di natura fisico-mentale trapelati nelle ultime settimane.
Compito degli uomini di Liverani sarà quello di non risvegliare l’entusiasmo di una piazza stordita, bloccando quei giocatori più rappresentativi in grado di defibrillare l’ambiente, ovvero la sorpresa Castrovilli, motivato oltremodo per le sue origini baresi, e la certezza Ribéry, indiscutibile campione.

Compito reso ancora più arduo dalla tragicomica decisione del GOS di impedire ai non tesserati residenti in Puglia ad assistere al match di domani sera: una discriminazione territoriale che tanto sembra stonare con i propositi della Lega Calcio e soprattutto con il colore e la passione di una curva che sta splendidamente figurando sotto tutti gli aspetti in lungo ed in largo per lo stivale.

FOCUS ALLENATORE >>> VINCENZO MONTELLA. Una carriera da tecnico inziata nel 2010, alla guida della Roma, che, stando ai risultati, si può riassumere nella classica curva gaussiana: una fase di ascesa, fino al 2015 caratterizzata dal record di punti al Catania e da 3 quarti posti consecutivi proprio tra le file Viola, seguiti da una fase di graduale discesa, con Sampdoria Milan e Siviglia. Riprendere a Firenze il discorso lasciato quasi cinque anni fa sembra essere un’utopia, ma, proponendo con l’ insolito tandem offensivo Chiesa-Ribery un’idea già vista vicino le rive dell’Arno con la coppia serbomacedone Ljajić-Jovetic, l’intenzione sembra essere quella di ricopiare lo stesso marchio di fabbrica.

3-5-2 sarà il modulo scelto dal tecnico campano. All’ assenza “last minute” di Federico Chiesa (ottima anche per la cabala considerando la particolare attitudine al gol del padre Enrico contro il Lecce di Cavasin) si aggiunge quella preannunciata del capitano German Pezzella. Difesa dunque priva del suo leader indiscusso che potrebbe soffrire la rapidità del Farias “in palla” visto al Via del Mare. Centrocampo ben assortito sia in quantità che qualità con due esterni dalla buona corsa e tecnica (Lirola-Dalbert) ed una zona centrale che sulla carta rappresenta tutto ciò che deve avere una buona zona mediana, ovvero di contenimento (con il ritorno di Badelj) geometria (con Pulgar) ed imprevedibilità (con le incursioni di Castrovilli).
Attacco che sarà composto dal plurititolato francese Ribéry e dal giovane serbo Vlahovic, prodotto del vivaio ereditato dalla, a noi ben nota, gestione Corvino. Così sarà almeno dal primo minuto del match; a gara in corso l’inserimento di giocatori come Boateng potrebbe stravolgere il reparto offensivo anche da un punto di vista concettuale, eliminando il classico punto di riferimento e lasciando maggiore spazio all’imprevedibilità. Questa indubbiamente sarà una situazione in cui una difesa non molto rapida come la nostra dovrà saper adottare le giuste contromisure.

Focus giocatore >>> Franck Henry Pierre Ribéry sarà certamente l’uomo da tenere d’occhio.

Lo Scarface di Francia (soprannome affibbiatogli dai tifosi del Galatasaray per le vistose cicatrici sul volto seguite ad un terribile incidente automobilistico in tenera età) ha fatto la fortuna negli ultimi 15 anni delle ditte farmaceutiche produttrici di farmaci contro cefalea e vertigini, sintomi spesso accusati dagli avversari ubriacati dalla incommensurabile tecnica di questo autentico fuoriclasse.

Campione forse atipico dal punto di vista caratteriale, come certificato dalla recente squalifica di tre giornate, ma certamente coraggioso nella scelta di cimentarsi a 36 primavere in un campionato difficile come quello italiano.
L’ impatto con il nostro calcio è stato estremamente positivo, con una visione di gioco ed una tecnica forse unica nel suo genere.
L’ imprevedibilità della Fiorentina dipenderà molto dalla sua serata, ci auguriamo lontana anni luce da quella vissuta a Wembley nel 2013 contro il Borussia Dortmund in Champions League.
La nostra Champions invece passerà anche da qui!