Finalmente il Lecce torna a vincere, e lo fa ancora in trasferta, dove sembra avere maggiore spregiudicatezza nell’arco dei 90 minuti rispetto alle gare giocate al Via del Mare, tanto da valergli circa l’80% dei punti maturati sin qui. La vittoria è la numero tre in campionato, che vale 14 punti in classifica con un buonissimo margine sulla “zona rossa”, al netto delle contestuali sconfitte di Brescia e Genoa e con la Spal attesa dalla sfida a San Siro contro l’Inter.
Eppure gli uomini di Liverani, a differenza di tutte le altre volte, non hanno approcciato per niente bene al match, facendosi schiacciare completamente nella trequarti dai viola e sbagliando tutti gli appoggi in uscita. Solo un attento Gabriel e un pizzico di fortuna non hanno incanalato la gara sui binari della squadra di casa. Nel primo tempo Lucioni e compagni hanno messo il naso fuori dal centrocampo solo in paio di occasioni, una delle quali però poteva valere un rigore (netto) su Farias.
Altra musica invece nella ripresa, dove il Lecce ha preso coraggio e sistemato la mira nella costruzione di gioco e infatti è andato a creare costantemente apprensioni dalle parti di Drągowski. Il gol di La Mantia vale il prezzo del biglietto (come si diceva una volta…), per tutta l’azione sviluppata. Poi altro rigore clamoroso non concesso, stavolta su Shakhov (addirittura fallo fischiato contro) e poi le due occasioni di Babacar. Una potenziale, con lo svarione del portiere viola che ha lasciato la porta vuota, ma l’attaccante senegalese non ha avuto la prontezza di calciare nell’immediato dalla trequarti campo, e la seconda a tu per tu con l’estremo difensore polacco dopo una bella fuga sulla corsia sinistra con pallone rubato al difensore in anticipo.

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Dunque una v

ittoria pesante e meritata seppur sofferta su un campo oggettivamente difficile, condita peraltro dal primo clean-sheet stagionale, cosa mai da sottovalutare soprattutto all’apertura di quello che sarà un ciclo di scontri diretti per la salvezza, sperando di recuperare al più presto i prezzi pregiati della rosa.

Matteo Pisacane

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