Questa volta da salvare non c’è veramente niente. Una partita da dimenticare, in assoluto, che ci lascia quantomeno perplessi, per usare un eufemismo.
Non per la sconfitta in sè, che in Serie A ci può sempre stare (per carità), ma per le proporzioni del risultato e le modalità di sviluppo dello stesso, in relazione anche alla (bassa) caratura dell’avversario. Tre reti subite più o meno in fotocopia, che hanno evidenziato i limiti clamorosi del pacchetto difensivo giallorossi. Del resto era evidente che non appena sarebbe mancato Lucioni, per un motivo o per un altro, sarebbero stati guai. Questa è una squadra che, tolti il sopracitato e Rossettini (che comunque a quanto pare funziona solo con il collega ternano a fianco, ndr) non ha difensori degni di tale nome, e soprattutto all’altezza del massimo campionato. Purtroppo ne facciamo le spese in uno scontro diretto che rimette in discussione innanzitutto la classifica, ma anche qualche certezza tecnico-tattica della squadra per il futuro, sempre al netto delle numerose e continue defezioni (stop lungo anche per Majer?). Troppe, direi, persino per lo stratega Liverani. Anche il mister fa i suoi errori, certamente, tipo insistere a schierare Shakhov (non sarebbe meglio cambiare modulo anzichè metterlo in campo?), ma finora con le risorse umane a disposizione ha nel complesso fatto miracoli.
Per fortuna è rimasta solo una partita prima dell’apertura del mercato invernale (da vincere senza se e senza ma…), con Meluso che è chiamato a riparare errori grossolani fatti “sotto l’ombrellone”.
A questo gruppo servono, urgentemente, un centrale difensivo e un mediano, poi se è possibile anche qualcos’altro, per continuare ad inseguire una salvezza comunque ancora decisamente alla portata.

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Matteo Pisacane