Abbiamo voluto dare un titolo simpatico al nostro editoriale, richiamando una celebre frase di Paolo Villaggio, utilizzata in un film della saga “Fantozzi” quando il rag. Ugo scopre che sua moglie si è invaghita di Cecco, il nipote del fornaio sotto casa.

 

Eh si, caro diesse Meluso, lei ci deve rendere conto: dovrebbe spiegarci come mai ogni due per tre il Mister punta il dito su di una rosa corta, parlando di pochi cambi utili alla causa, parlando di una squadra che “se si salverà il 24 Maggio sarà un miracolo. Le chiediamo spiegazioni scevri da ogni pregiudizio, da ogni critica che in queste ore le sta piovendo addosso. Cosa ha spinto il Lecce a puntare tutto, a fare all inn su alcuni giocatori stranieri palesemente inadatti al calcio italiano?

 

Perché cercare buoni giocatori dai campionati stranieri senza investire sui giovani talenti italiani (magari anche dalla serie b)?. Capiamo, non abbiamo l’anello al naso, che il budget dei giallorossi in estate era limitato rispetto alle dirette concorr

enti, ma guardi ad esempio il Verona: i veneti hanno mantenuto grosso modo l’intelaiatura della squadra che ha vinto i playoff, aggiungendo qualche pedina utile al gioco del loro allenatore. Lei e Mister Liverani in estate vi siete parlati? Dalle dichiarazioni del tecnico, ci perdoni, si evince di no; sembrate due entità separate all’interno di un sistema, due corpi estranei.

Cos’ha il Lecce di diverso rispetto al Verona? Perché le nostre trattative sono sempre così difficili (vedi “la maleducazione della Fiorentina” e Burak Yilmaz…)? Direttore, fa piacere che il Presidente decida di andare in conferenza stampa ma, a nostro avviso, oggi in conferenza ci sarebbe dovuto andare lei…