Home Io e il Lecce ...A mente fredda...

…A mente fredda…

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Il “Cambio Modulo”: pensate a qualche anno fa, quando le vostre formazioni fantacalcistiche subirono il fascino di poter cambiare il modulo inserito a partita in corso, tutti abbiamo gioito di una possibilità in più per poter battere il nostro avversario; appunto il fantacalcio, nel campionato reale invece, ogni mister dovrebbe leggere la partita in modo tale da non dover modificare schemi e giocatori se non per sfortunate decisioni iniziali o per coincidenze avverse; la disfatta contro il Verona inizia con lo stesso modulo utilizzato contro l’Inter, schema che negli ultimi due anni e mezzo sarà stato applicato poche ma davvero pochissime volte e solo in caso di estrema necessità. Il Lecce subisce gli attacchi scaligeri fin dai primi minuti (fatta salva un’occasione sporadica giallorossa), subisce il possesso gialloblù e soprattutto il pressing asfissiante degli avversari non riuscendo ad innescare nelle ripartenze i due attaccanti lasciati a “pascolare” nell’orribile prato veronese. La mancanza di qualità, l’assenza di mastice tra partenza e arrivo e la pochezza difensiva danno il là al vantaggio veneto, partita in discesa, raddoppio quasi prevedibile e tutti a bere un thé caldo, anzi no, prima del duplice fischio mister Liverani, lasciando intravedere un mea culpa, torna al solito 4-3-1-2 e la squadra sembra improvvisamente rinvigorita andando vicina in pochi minuti ad un gol che avrebbe riacceso le speranze. Seconda frazione di gioco subordinata pesantemente dall’aver regalato un tempo agli avversari e dalla mancanza di adeguate sostituzioni, dovute ad espulsioni, infortuni ed episodi a sfavore, che hanno condizionato ulteriormente il match, la partita scivola senza un’emozione giallorossa come se il risultato fosse acquisito già prima della fine. Acquisti estivi low cost come Kumbulla Rrahmani o Amrabat (noi Benzar, Imbula, Shakhov) fanno la differenza, perché per salvarsi da neo promossa serve soprattutto questo; indovinare acquisti come Majer o Tachtsidis nella serie cadetta ha contribuito pesantemente alla promozione inaspettata, non ripetere tali ingaggi in serie A conduce inevitabilmente ad una disparità sia di qualità che di scelte tecniche possibili. Fuori dal terreno di gioco accade invece una trama che neanche il miglior Alfred Hitchcock avrebbe potuto elaborare: trasferta vietata come tutti ben sapete ai supporters giallorossi, tifosi “daspati” sia pure per una sola settimana e limitati di muoversi liberamente, ok negli ultimi anni abbiamo perso il conto dei divieti per i “terribili” ultras leccesi ma questa volta si è superato il limite, modificando una misura già restrittiva, a tre giorni dal match, e danneggiando l’individuo che ha acquistato il regolare biglietto e magari prenotato un treno un aereo o addirittura un albergo per vedere Romeo, Giulietta e la sua squadra del cuore; ciò che risalta però agli occhi di molti è la mancanza di una nota ante match da parte della società contro un provvedimento discriminatorio, indubbiamente non sarebbe cambiato nulla, ma avrebbe di certo fatto piacere una solidarietà pubblica dell’Unione Sportiva Lecce. Ora testa al Torino sperando che quest’esperienza serva per ritrovare la cattiveria giusta per sfatare la prima vittoria al “Via del Mare”, contro una squadra abbordabile e frastornata dai sette peccati capitali subiti dalla Dea.

Alessandro Leo

Redazione
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