Dite la verità: lo avete pensato anche voi. Anche voi avete pensato che non potesse essere la stessa squadra che 7 giorni prima aveva fermato l’Inter dopo essere passata in svantaggio. Avete pensato che con gli stessi uomini e con lo stesso modulo, come minimo, a Verona si dovesse vincere. E invece siamo stati schiaffeggiati tutti dalla triste e cruda realtà. La realtà dei fatti. Ovviamente siamo tutti scontenti e arrabbiati. Non abbiamo nemmeno la forza di contestare e criticare (ah, scusate, parlo di persone reali e non di webeti) la squadra o l’allenatore. Certo che si poteva fare di più e meno male che le altre dietro fanno peggio di noi.

Di problemi ce ne sono tanti ed è inutile tornare ad elencarli. Forse più che di fisioterapisti il Lecce avrebbe bisogno di psicologi. Troppe teste sono imbambolate, troppi animi scarichi, troppi sguardi spenti. Difficilmente chi verrà dal mercato potrà salvare la situazione, a meno di un miracolo. Come, a questo punto, sarebbe un miracolo rimanere nella massima serie.

In tutta onestà, a Luglio, la società ce l’aveva ampiamente pronosticato: per rimanere in A occorre compiere un miracolo. Ovvio, ne siamo certi, che faranno tutti il possibile e anche l’imposs

ibile per centrare l’obiettivo. Cerchiamo si capire, però, la dimensione ed il contesto che stiamo vivendo, senza troppi buonismi ma anche senza essere troppo catastrofici. Quindi niente drammi e niente rivoluzioni. Arrabbiamoci e abbattiamoci, salvo poi tornare allo stadio a tifare Lecce. Come sempre e per sempre.

Ps: anche agli haters seriali consiglio uno psicologo bravo.

Andrea Polo