Il Lecce sbanca il San Paolo di Napoli grazie ad una prestazione sontuosa, di seguito le pagelle analitiche a cura di Alessandro Leo:

TOP

RISPOLI: ha il grande merito di contenere al meglio Insigne e le sovrapposizioni di Mario Rui, anche in fase offensiva si appoggia molto bene coi compagni preferendo un dialogo vicino piuttosto che il solito cross sbilenco verso nessuno, meriterebbe però una nuova GIF per l’ennesimo tiro alle stelle. TRATTORE CINGOLATO

SAPONARA: arrivato da due settimane, reduce da un’influenza, eppure gioca 90 minuti in modo sontuoso; suona il violino quando stoppa il pallone, che sia di collo piede di petto o di coscia è sempre un bel vedere. GROTTA DELLA POESIA

MANCOSU: enorme pregio quello di mettere al sicuro il risultato, e come lo fa: 30 metri e sbam, palo interno e Ospina che raccoglie la sfera magica in fondo al sacco; personalità e voglia di combattere, chi si alza dalla panchina questo deve dimostrare. CECCHINO SARDO

FALCO: nello stretto è immarcabile, dà il là alle tante ripartenze giallorosse, ma ciò che impressiona è la grande capacità di difendere che il mister gli ha trasmesso in questi ultimi mesi; esce per regalare la gioia del terzo gol al suo sostituto! GIOIELLIERE

LIVERANI: nei venti minuti iniziali è come se difendesse anche lui il risultato, successivamente scende in cabina di regia, regalando facce inequivocabili al gol di Mancosu. BEPPE VESSICCHIO

LAPADULA: nel tabellino resterà impressa la sua doppietta, ma non è tanto questo che lascia il segno, quanto la sua voglia e capacità di recuperar pall

oni, di allungare la squadra, vincendo la maggior parte dei duelli con l’armadio Koulibaly, insomma tutto il mestiere che un vero attaccante dovrebbe fare. NAFTALINA

FLOP

OSSERVATORIO: seconda trasferta consecutiva negata agli ultras leccesi, discriminazione, totalitarismo e antidemocrazia sono alla base di queste norme. “VENTENNIO”

BEST PLAYER

ABISSO: l’arbitro palermitano, relegato al var, restituisce finalmente il torto di Frosinone che tutti abbiamo scolpito nella mente; Milik sicuramente crede di stare sulla sabbia di Copacabana, ma il rigore sul 2-1 per noi è sacrosanto. BOOMERANG