Questa volta non so che scrivere. Non so che dirvi. Potrei scrivere che il Lecce ha giocato la sua partita più bella, ma risulterei scontato. Potrei dirvi che la punizione di Mancosu è l’emblema della Storia recente del Lecce, ma rusulterei banale. Potrei prendermela con chi, fino a ieri pomeriggio, buttava veleno e sosteneva che la vittoria contro il Torino era solo frutto di fortuna ed inadempienze della squadra avversaria, ma risulterei antipatico (o simpatico). Potrei raccontarvi una storia che iniza col “c’era una volta…” ma poi mi farei prendere dalla nostalgia e ne verrebbe fuori una favola anni 80. E quindi sono qui a cercare un argomento che non sia già stato abbondantemente trattato durante la notte e l’inizio di questa settimana.

Una cosa la voglio dire, anzi la scrivo così poi tra 3 mesi qualcuno potrà rileggerla. Contro il Torino e contro il Napoli abbiamo forse fatto le due miglior partite della storia recente. Chi ha saputo aspettare si gode giustamente il momento. Chi vuole tutto e subito aspetterà la prossima sconfitta per criticare.

Tifare Lecce non è per tutti, non è un gioco facile e spesso si soffre molto. Ma ne vale la pena. Ve lo assicuro. Vale anche la pena partire in trasferta e andare a Lentini o a Fodi. Vale la pena perdere contro il Cittadella o contro il Padova. Va

le la pena restare ingiustamente anni e anni in serie C. Vale la pena soffrire tantissimo per poi piangere di gioia. Si, ne vale la pena. Come 100 anni fa o 50 anni fa o 20 anni fa. Un secolo di sofferenze valgono poche vittorie, pochi traguardi, ve lo assicuro.

Tifare Lecce non è per tutti ma mi auguro che un giorno tuti voi lo possiate provare.

Andrea Polo