Come direbbe Bruno Pizzul dei vecchi tempi: “tutto molto bello”…

Una vittoria spettacolare quella del Lecce al San Paolo, frutto di una prestazione maiuscola soprattutto a centrocampo, letteralmente rigenerato dai nuovi in quantità e qualità. I giallorossi hanno sofferto, sì, soprattutto nei primi venti minuti, dopodiché sono venuti fuori palleggiando in faccia al Napoli, come aveva paventato Gattuso nella conferenza stampa della vigilia. Senza timori reverenziali.

Due indizi forse non fanno ancora una prova, ma dopo sei punti in due partite e sette gol all’attivo, contro due formazioni costruite per occupare zone alte della classifica, possiamo dire che l’assetto della squadra dopo il mercato di gennaio ha una nuova fisionomia nella sua zona nevralgica. E non è un caso che Barak e Saponara siano già i titolari dal loro arrivo, esattamente come avvenuto con Deiola un paio di settimane prima. L’emergenza in attacco poi ha paradossalmente favorito Liverani, che con questo 4-3-2-1 sta esaltando al meglio anche le caratteristiche di Falco e Lapadula.

Tre punti letteralmente di platino per il Lecce, che in un turno sulla carta nettamente sfavorevole ha mantenuto inalterate le distanze dalle genovesi (rispettivamente a -3 e a +1), “risucchiato” Udinese e Fiorentina e aumentato il distacco dalle ultime due.

I ragazzi hanno ricevuto i

l giusto tributo al loro rientro a Lecce per un’impresa che mancava dal ‘98 in quello che era il “tempio” di Maradona, ma da oggi è già tempo di focalizzarsi mentalmente su quello che sarà il match con la SPAL (fresca di cambio d’allenatore) di sabato prossimo al Via del Mare. Un match che vale indubbiamente mezzo campionato.

 

Matteo Pisacane