Antonio Giraudo, ex dirigente della Juventus condannato in secondo grado a 1 anno e 8 mesi e prescritto nel 2015 in seguito all’inchiesta Calciopoli non accetta la sentenza e decide di ricorrere alla CEDU, Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo perché, a suo dire, l’Italia non avrebbe rispettato l’articolo sei della convenzione costringendo i suoi legali a preparare una memoria difensiva in sette giorni basata su di un fasciolo di 7000 pagine. Insomma, a distanza di anni l’ex dirigente juventino non intende mollare la presa per voltare pagina e decide di rivolgersi all’Unione Europea.