Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, il diesse del Lecce Mauro Meluso ha parlato della situazione attuale e del proprio futuro.

RIPRESASi è incominciato a ragionare sulla base delle proiezioni di un problema che è mondiale. Il calcio è il terzo comparto industriale del Paese. Viviamo un senso di precarietà sulla durata del dramma coronavirus che ogni previsione può essere smentita il giorno dopo. Speriamo che si riesca a finire i campionati, a salvare la stagione.

BUON SENSOServe buon senso, e la consapevolezza dei sacrifici per tutti coloro che sono su questa barca che si muove per la prima volta in un mare così tempestoso, con situazioni mai affrontate prima. Penso ad una deroga sulla faccenda prestiti. Barak, per citare un esempio, è in scadenza a giugno. Con gli interventi degli organi competenti si potrebbe far scivolare il prestito sino a settembre con prolungamento della stagione 2019-2020. Così Saponara. Poi ci sono le situazioni del prestito con diritto di riscatto dei Farias, Lapadula, Babacar, Deiola, Paz, e altri. Le si può regolamentare in base delle diverse ipotesi.

IL CONTRATTO DI MELUSO E LIVERANI –  Noi siamo legati da contratto sino al 2022, firmati consapevolmente. Quando parlo di sacrifici, mi riferisco a tutti. Ci vuole equilibrio. Dobbiamo salvare questa stagione, evitare che il c

alcio affondi.

PORTE CHIUSE?Mi auguro di no, perché il calcio senza pubblico perde il senso. E perché speriamo che il virus lasci spazio alla festa, alla vita. Se dovesse essere indispensabile per salvare la stagione, si potrebbe fare. Ma ciò che conta adesso è che ci riappropriamo dei nostri giorni forti di questa esperienza che ci avrà cambiato dentro.

Credits foto: Andrea Stella Ph.