Home Sport Salentino Il Lecce, la salvezza e l'ignorante di cuoio

Il Lecce, la salvezza e l’ignorante di cuoio

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Siamo arrivati in questo campionato di serie A dopo un inferno ed un ottima stagione da protagonisti nella serie cadetta. Il Lecce, come tutte le squadre “provinciali” è una di quelle squadre sacrificabili sugli altari degli ascolti nazionali, quindi facilmente indicabile tra quelle che avrebbero fatto la propria comparsa di una stagione, per poi tornare a combattere nelle serie minori. Ma la verità è che il Lecce ha molti più avversari di quelli che affronta sul campo, e molti dei quali rispondono a nomi di leccesi che tifano per altre squadre, e che come in una sorta di vergogna per se stessi, preferirebbero avere il Lecce lontano dalla massima serie anziché dover essere ad un bivio per due domeniche a stagione. Il Lecce ha affrontato gli “schiaffi” delle esultanze dei propri figli ad un gol subito, ha affrontato errori arbitrali declassati poi in seguito a “sviste”, salvo poi quegli stessi errori capitati ad altri vederseli diventare d’un tratto “scandali”.

Ok, non è il momento per fare il film del campionato, ma per farla breve, anche quest’ultima “minaccia” di far valere la fine del prestito di Barak da parte dell’Udinese, pericolo poi rientrato, ma che comunque ha sortito i suoi effetti sulla stabilità dell’ambiente, la dice lunga su come le altre squadre guardano il Lecce.

Anche se, ad onor del vero, l’Udinese non è tra le più accanite nei nostri confronti. Un altro esempio viene dalla lettura dei giornali sportivi nazionali: non parlo dello spazio che il Lecce non ha, quello è un capitolo incommentabile, parlo dei commenti che si fanno sulle squadre in lotta per non retrocedere, e capita di leggere cose davvero strane, tipo che il Genoa tifa per i cugini blucerchiati, ed i dorici per i genoani nella corsa salvezza, o che giornali da sempre non troppo vicini ai granata, vedono il Torino fuori dalla lotta retrocessione, augurandosi di rivedere la squadra della mole ritornare ai vecchi fasti, e tutto questo con la certezza di avere nel campionato in corso squadre più “scarse”, che meritano molto meno la permanenza in massima serie.

Nel mezzo, di tutto questo remare contro il piccolo Lecce, ci sono tanti episodi, magari conviene ricordarne uno su tutti, ovvero l’apertura ai tifosi bergamaschi del Via del Mare, e qui probabilmente lo sport in senso stretto non c’entra, così come è chiaro che non si sta parlando del risultato sul campo, netto ed indiscutibile, ma si parla più di una attenzione, che a squadre come la nostra non è riservata.

Non aspettiamoci grossi articoloni, non aspettiamoci gli applausi degli addetti ai lavori, o la sportività di un complimento post prestazione, ma proprio per questo, iniziamo a tirare fuori la consapevolezza che alla fine vincere sarà stato più duro, ma anche incommensurabilmente più bello.

Quindi forza Lecce, e ricordiamoci sempre che il pallone è un ignorante di cuoio, e che di tutti i casini dei pallonari non gli importa un fico secco.

Luca Renna

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