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B-zona: focus sulla Cremonese

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Tre sonori schiaffi (o scoppule per dirla con maggiore enfasi): è questa l’eredità che la trasferta in terra lombarda ci ha lasciato. Una eredità “preziosa” se vogliamo, come le famose cinque dita elargite dai nostri genitori in tenera età per qualche marachella o capriccio di troppo. Quella giallorossa è una creatura ancora giovane per essere etichettata, nel bene ma anche nel male: non siamo certamente la squadra da battere e di questo, giocatori e tecnico in primis, bisogna tener conto. Che ci serva da lezione insomma una batosta del genere, per crescere più consapevoli dei nostri limiti e porre rimedio anche con armi non nelle corde dei senatori dopo due anni di “fioretto”, come ad esempio il furore agonistico: quello stesso furore che ha contraddistinto il Brescia di Corini, che a servizio naturalmente di tecnica e tattica rappresenta un mix imprescindibile per ambire ad ambiziosi traguardi. Al cospetto di una Cremonese coriacea come il carattere del suo tecnico occorrerà anche questo per ottenere l’intera posta in palio, e non una squadra spaventata, slegata e senza geometrie, perché sarebbe davvero dura contro chiunque ad ogni livello.

TECNICO E SCHIERAMENTO- “Forever Young” Pierpaolo Bisoli, che non sembra cambiato di una virgola rispetto a quando randellava la zona mediana in lungo e largo per l’italia. Una brutta gatta da pelare per i medici che sostengono che essere nervosi invecchi più rapidamente.Guardandolo con nostalgia potremo paragonarlo al miglior Cavasin per temperamento e per atteggiamento tattico, seppur con un modulo diverso dal tecnico trevigiano.Il modulo di base è il 4-3-1-2, valso lo scorso un invidiabile media punti di 1.9, con il raggiungimento di una salvezza per nulla scontata dopo l’esonero di Rastelli.Non aspettiamoci attacchi tambureggianti supportati da incursioni dei terzini perché la parola d’ordine di questa squadra è “attesa”. Si lascia volutamente il pallino del gioco all’avversario impostando un pressing piuttosto blando in fase, con squadra spesso schierata e difficile da imbucare. In fase offensiva si predilige la verticalizzazione e la qualità dei suoi interpreti.

OCCHIO A- Tanti giocatori che non sfigurerebbero in palcoscenici più elitari, come Valzania (per i suoi inserimenti ed il tiro dalla distanza), Gaetano (giovane trequartista scuola Napoli in rampa di lancio) ed il tandem offensivo Ceravolo-Ciofani (tanta esperienza e più di 120 gol in cadetteria).Per la cabala un cenno a Luca Strizzolo va poi sicuramente fatto, sperando che il buon Pierpaolo non lo butti nella mischia.

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