Home Io e il Lecce Il Lecce e "La guerra dei Roses"

Il Lecce e “La guerra dei Roses”

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Diciamocelo chiaramente: con le normative attuali i club sono “ostaggio” della volontà dei calciatori con i contratti che pesano sino ad un certo punto. Lo sappiamo, è brutto da dire, ma è la verità. Chi è nel Calcio non lo ammetterà mai pubblicamente, ma vi possiamo assicurare che purtroppo è così che va. Fatta questa doverosa premessa, alla luce di quanto accaduto ieri e dopo aver letto le dichiarazioni del Presidente Sticchi Damiani e del direttore tecnico Pantaleo Corvino, noi continuiamo a farci le solite domande, interrogativi che ci portiamo dietro da quest’estate. Facciamo così, analizziamo i fatti dividendo in capitoli quanto accaduto:

FALCO – “eroe” della passata stagione (anche per noi, non lo nascondiamo mica), il 10 giallorosso probabilmente avrà vissuto male la retrocessione e, complice l’età, avrà sicuramente espresso la volontà di essere ceduto a fine campionato per cercare l’ultimo ingaggio pesante della sua carriera. Sicuramente non saranno arrivate offerte stratosferiche per lui sino all’ultimo giorno di mercato, quando il Crotone ha bussato alla porta dei salentini. “Offerta ridicola” si è detto, ma quasi sicuramente più alta (così ci assicurano le nostre fonti) del milione e mezzo pattuito ad Ottobre. Perché quindi non cedere un calciatore che Corini ha dimostrato di non “vedere” nel corso del girone di andata? E poi, perché la regola del mercato povero a causa del Covid-19 deve valere solo per le nostre operazioni in entrata e non per quelle delle altre squadre? È evidente che il gentlemen’s agreement (a differenza del caso Tachtsidis) non ha funzionato, che qualcosa è andato storto ed ora ci si ritrova con grosso problema di convivenza in casa giallorossa che sicuramente sarà risolto nelle sedi legali apposite. Peccato, si sarebbe potuto incassare qualche soldino in estate. Pazienza.

PETTINARI – Il Lecce è tornato in possesso del suo cartellino dopo il fallimento del Trapani, ok; ma perché non è stato proposto almeno un biennale al calciatore vista l’ottima stagione disputata in terra siciliana? Il solo anno di contratto stipulato consente infatti al buon Stefano di trovare con tutta calma una nuova squadra per la prossima stagione e di liberarsi a parametro zero lamentando nel frattempo qualche acciacco qua e là. Come si può pretendere di fare cassa, chiedendo cifre importanti per la sua cessione quando tra sei mesi si potrà avere in rosa il calciatore senza alcun esborso economico? Chiediamo, poi: si è provato a cercare un dialogo con l’attaccante? C’è la possibilità di una pax anche in questo caso?

Le nostre sono solo domande, sia chiaro: tutta la verità la sanno solo i protagonisti di questa vicenda. Certo è che quanto sta accadendo non fa bene a nessuno: né ai giocatori, né al club e soprattutto nemmeno ai tifosi.

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