Home Approfondimenti Sigarette mai spente... il punto dopo Lecce-Empoli

Sigarette mai spente… il punto dopo Lecce-Empoli

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Nell’ultima gara del girone di andata il Lecce porta a casa un punto contro la prima in classifica al termine di un match giocato sottotono per circa settanta minuti, ma che alla fine, grazie all’arrembaggio finale, è abbastanza meritato. In questi casi si dice che è una mezza vittoria per come si era messa la partita… Non è facile, infatti, di questi tempi, recuperare due gol all’Empoli, squadra che fino a ieri aveva sempre certificato i tre punti ogniqualvolta era passata in vantaggio nelle precedenti uscite.
Decisivi, senza dubbio, tutti i cambi di mister Corini nella ripresa, con un occhio di riguardo a Rodriguez (ovviamente) e a Hjulmand, che hanno fatto cambiare passo a tutta la squadra, fino ad allora “anestetizzata” dal palleggio degli avversari. Del resto si sapeva che sarebbe stato difficile imporre il proprio giro-palla ai toscani, soprattutto senza il “collante” tra centrocampo e attacco oltre che bomber principe, Massimo Coda. Fermo restando che la formazione giallorossa sembra aver cambiato l’atteggiamento tattico che la contraddistingueva nella prima parte di stagione, prediligendo in questo periodo un gioco maggiormente di rimessa.


Mancosu e compagni, dunque, mettono a referto il nono pareggio complessivo del campionato, il sesto al Via del Mare, che non cambia in buona sostanza la classifica (30 punti e 6° posto) al netto degli altri risultati e che soprattutto impedisce all’Empoli di andare in fuga; anche se ad onor del vero il Lecce, finora, non sembra poter ambire a qualcosa in più di un piazzamento playoff, nonostante sia in piena bagarre e ad una distanza minima dalla seconda piazza. Motivo per cui si potrebbe anche cambiare prospettiva nell’accettazione di determinati risultati, senza voler a tutti i costi sparare sulla croce rossa quando è evidente che quest’anno oltre al mero ed immediato risultato sportivo si stia cercando di dare una sostenibilità totale al club. È anche vero però che siamo appena al giro di boa e con un mercato ancora da completare, per cui non mettiamo limiti alla provvidenza, ma senza troppa ansia da prestazione.

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Matteo Pisacane
Matteo Pisacane
Classe 1983, cresciuto a pane, Lecce e telecronache sportive. Sangue giallorosso nelle vene e giornalista per passione.

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