Home Approfondimenti B-zona: conosciamo meglio il Pordenone

B-zona: conosciamo meglio il Pordenone

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Un lunghissimo mese…tanto è passato tra la bellissima gara di Coppa Italia vinta a La Spezia (importante anche in ottica mercato avendo rivalutato alcuni interpreti poco utilizzati) e quella che dovrebbe andare in scena domani a Lignano Sabbiadoro contro i ramarri neroverdi.
Nonostante la situazione sanitaria, tornata purtroppo critica in molte regioni del bel paese, “the show must go on” è l’imperativo giunto dai vertici di lega, dopo un protocollo stilato con notevole ritardo che come sempre fa passare in terzo, quarto piano la componente per cui è stato creato il gioco più bello al mondo: il pubblico.
Sarà senza dubbio un campionato falsato, influenzato più dal bollettino medico di ogni rosa che dalle qualità della stessa: sarà importante a tal proposito avere tante alternative valide ai presunti titolari, in modo da tenere testa anche a defezioni numericamente importanti.
La gara di domani porta con sé tante insidie.
La più grande certamente sarà la tenuta fisica e mentale della compagine di Baroni; non è inoltre da sottovalutare la spensieratezza di un Pordenone decisamente più giovane di quello che ha concluso il 2021, con molti dei senatori fuori rosa o già ceduti.

ALLENATORE E DISPOSIZIONE TATTICA-
Bruno Tedino, trevigiano classe ’64, siede dalla nona giornata sulla panchina dei ramarri.
Per lui si tratta di un terzo ritorno alla guida dei neroverdi, a vent’anni di distanza dal primo in serie D ed a cinque anni di distanza dal secondo in lega pro, terminato con una semifinale playoff persa contro il Parma a causa di una direzione arbitrale a dir poco scandalosa.
È un allenatore che vanta ben sei lustri di esperienza, iniziata a soli 22 anni dopo un brutto infortunio che non gli ha permesso di continuare la carriera da calciatore, che mostra una certa capacità e predilezione nel far crescere i giovani (essendo stato per due anni tecnico dell’ Italia u16 ed u17).
Dopo l’ennesima batosta a tal proposito sono state molto dure le parole del patron Lovisa, con conseguente epurazione dei giocatori sulla carta più quotati (alcuni già praticamente ceduti come l’ex Petriccione), cercando di puntare sulle motivazioni che solo una linea verde vogliosa di emergere può offrire.
Tedino è il terzo allenatore della tribolata stagione friulana, ha finora raccolto 7 degli 8 punti totali in 10 gare disputate, frutto di una vittoria e 4 pareggi.
I ramarri si dispongono in campo con uno speculare 4-3-3.
Non mi aspetto una squadra barricata nella propria area di rigore, né propensa ad un gioco alla viva il parroco.
Nelle ultime uscite infatti i ramarri hanno sempre cercato di proporre un gioco fluido e palla a terra, non sempre prolifico per usare un eufemismo.
Nelle sue azioni offensive si dispone in modo asimmetrico, con la catena sinistra più alla ricerca della profondità. A tal proposito è interessante notare la radicale differenza delle posizioni medie occupate da chi è stato più schierato nel ruolo di ala destra e sinistra, rispettivamente Folorunsho (sul piede di partenza destinazione Pisa) e Cambiaghi.
La fase difensiva appare il vero tallone d’Achille di questa squadra, con 37 gol subiti in 18 gare.
Il pressing adottato non è quasi mai asfissiante, con la prima linea disposta spesso sulla linea del centrocampo.
In molti dei gol subiti il problema sembra essere la scarsa reattività della linea difensiva, a volte talmente bassa da lasciare ampissimi spazi alle incursioni avversarie.
Una scelta che sembra dettata dalla paura, ma anche da una condizione atletica generale fino a questo momento non proprio impeccabile.

OCCHIO A
Le motivazioni che una squadra che non ha nulla da perdere come quella neroverde può mettere sul piatto della bilancia.
Come giocatori attenzione alla punta centrale Mirko Butic ed all’ala sinistra Nicolò Cambiaghi, 44 anni in due.
Il primo vanta una frequenza di realizzazione invidiabile (3 gol in 7 presenze, 1 gol ogni 120 mimuti), il secondo è molto rapido e pericoloso nell’attaccare la profondità, rappresentando fin qui il giocatore decisamente più continuo dell’intera rosa.

Franco Gloria

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